Silos Granaio Hennebique

Genova

Descrizione

L’imponente costruzione occupa tutta la banchina ed è realizzata in cemento armato con un sistema trave-telaio portante inventato e brevettato dal francese François Hennebique, fondatore della Beton Armé Système Hennebique, tipologia costruttiva che si diffuse tra fine ‘800 e inizio ‘900 in tutta Europa.

Nel momento della sua realizzazione, 1899-1901, è il più importante edificio costruito fino allora con quel metodo costruttivo, che in Italia è rappresentato commercialmente dallo studio dell’ing. Porcheddu, di Torino, realizzatore di altre importanti opere in c.a., come il ponte Risorgimento a Roma, o lo stabilimento FIAT Lingotto di Torino. A Genova lo studio progetta, sempre con il sistema Hennebique, edifici industriali e civili, come il Mercato Orientale e la Nuova Borsa Merci.

I Silos vennero poco dopo ampliati, nel 1907, quasi raddoppiando la capacità ricettiva, fino a raggiungere le dimensioni che ancor oggi vediamo.

Se la struttura è innovativa, anche tutto il sistema di funzionamento rappresenta la più evoluta organizzazione produttiva per i silos, accelerando e rendendo più efficaci le operazioni che vi si dovevano compiere: scaricare rapidamente il grano dalle stive delle navi, pulirlo, immagazzinarlo, se necessario insaccarlo, predisporlo per lo smistamento, secondo la destinazione, caricarlo sui vagoni per il trasporto.

Le ali laterali dell’edificio contenevano i silos veri e propri, le attrezzature per l’insaccamento e gli uffici; la parte centrale, a torre, ospitava tutti i macchinari per le operazioni da svolgere: pompe comandate da motrici a vapore, generatori elettrici, i meccanismi per la pulitura, pesatura e distribuzione del grano. Al piano terra dell’edificio, correvano i binari dove i vagoni ferroviari venivano caricati con l’utilizzo di tramogge.

Un apposito pontile, lungo un centinaio di metri, si staccava dal centro dell’edificio per accogliere due navi contemporaneamente ed era dotato di apparecchi pneumatici per l’aspirazione del grano dalle stive.

Dopo quasi cento anni di attività, agli inizi degli anni Novanta, la società che gestiva i Silos in quel momento, la Ceres Cereali Silos Srl, cambiati radicalmente i mercati internazionali delle granaglie, decide di dismettere questa attività nel Silos Hennebique e propone, con un progetto dello studio Polastri-Tomasinelli, di trasformare l’edificio ad uso terziario. Questo progetto fallisce per note vicende finanziarie e giudiziarie della proprietà, ma, nel frattempo, tutta l’attrezzatura interna, i macchinari e gli arredi, sono smontati e distrutti. Rimangono solo le macchine aspiratrici del pontile che, tuttavia, nel 2008 sono pure loro smontate – seppur conservate, grazie ad un interevento del MiBACT – mentre il pontile stesso viene demolito per le esigenze di manovra delle navi da crociera che si prevede debbano essere ormeggiate all’adiacente Ponte Parodi.

Complesse vicende fanno sì che negli anni successivi anche la proposta di destinazione d’uso come sede della Facoltà di Ingegneria fallisca, lasciando i silos in stato di abbandono totale per molto tempo, finché l’ASP, rientrata con piena titolarità in possesso dell’edificio, decide, nel 2013, di lanciare un bando per la trasformazione, in concessione, dell’Hennebique a uso terziario, ricettivo e culturale. Anche questa ipotesi non riesce a decollare e, oggi, è in atto una convenzione fra ASP, Regione Liguria, Comune di Genova, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria e Università per definire le linee di intervento per il recupero.

(Testo tratto dal percorso e libro Di Molo in Molo: mezzi, attrezzature, edifici – Un percorso di archeologia industriale nel porto antico di Genova a cura di G. Rosato)


Nel 2019 è stato emesso un nuovo bando pubblico con cui l’Autorità Portuale del Mar Ligure Occidentale ha invitato chiunque potenziali interessati a farsi avanti per la ristrutturazione e la gestione del silos Hennebique.

Galleria Fotografica

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